DignitÓ Autonome di Prostituzione - Casale della Cervelletta (Roma)

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DignitÓ Autonome di Prostituzione - Casale della Cervelletta (Roma)Dal 28 giugno al 7 luglio. Il “Bordello dell’ Arte” riapre i battenti, per la gioia dei suoi fedelissimi avventori, nella suggestiva cornice del Casale della Cervelletta di Roma. Tra la conferma di una formula indiscutibilmente vincente ed alcune intriganti novità, l’ “immarcescibile” amministratore Luciano Melchionna ed il suo nutrito florilegio di prostitute e prostituti in vestaglia da camera ci accolgono pronti ad offrirci l’ennesima nottata indimenticabile.

Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli e Non camminare scalza presentano

DIGNITÀ AUTONOME di PROSTITUZIONE

uno spettacolo di Luciano Melchionna

dal format di Betta Cianchini Luciano Melchionna 

con Lorenzo Balducci (La bolla di piacere), Chiara Baffi (La raccontoduepunti), Gaia Benassi(La frigida), Lina Bernardi (La signora della toilette), Giovanni Block (Il bell’ incontro), Giovanni Bussi (Il non lo voglio sapere), Giovanni Maria Buzzatti (Goran), Betta Cianchini (Anya), Francesco D’Amico (L’uomo misterioso), Sylvia De Fanti (La francese), Valentina De Giovanni(L’ imbecille), Marco Mario De Notaris (L’ anarchico), Simona De Santis (Milla), Adelaide Di Bitonto (Mio fratello), Rosaria D'Urso (Il dritto), Clio Evans (Wanda), Annarita Ferraro(Lolitina), Attilio Fontana (Il cuore infranto), Dalia Frediani (A’ moje ‘e Pasquale), David Gallarello (L’ inquisitore), Sandro Giordano (Lia), Cristina Golotta (La Carla), Irene Grasso (La ritrattista), Gabriele Guerra (Cerebro), H.E.R. (La bambola rotta), Luigi Iacuzio (Il condannato), Giulia Innocenti (L’ acqua e sapone), Federico Le Pera (Er teatro novo), Giulia Maulucci (La nuda gratuita), Gianluca Merolli (Il Nella), Momo (La povera pazza), Valerio Morigi(Er meccanico), Massimiliano Nicosia (Jane), Antonio Porcaro (Er Mercuzietto), Giuseppe Rispoli (Il regalo di Natale), Marcello Romolo (L’ orsacchiotto), Alessandro Russo (Il conte Neri Ragno della Vedova Allegra), Paola Sambo (La russa), Federica Stefanelli (La Giulietta),Sandro Stefanini (Il militargay), Angelo Tantillo (L’ onanista), Serenella Tarsitano (La meglio di niente), Adele Tirante (Mademoiselle A), Giorgia Trasselli (Un’ altra)

costumi Michela Marino

assistenti alla regia Antonio Porcaro

direttore tecnico Manuel Pietrangeli

relazioni esterne Luisa Berio

organizzatore Antonio Cappelli

supervisione al progetto Mario Melchionna

 

Non vi è dubbio sul fatto che il Casale della Cervelletta rappresenti l’ambientazione ideale per le stravaganti e travolgenti bizzarrie teatrali della esilarante famiglia di “Dignità Autonome di Prostituzione”: giunti dinanzi al casale arroccato su una rupe tufacea, circondato da una vegetazione lussureggiante e sapientemente illuminato in modo discreto, sembra di trovarsi lontani anni luce dal caos cittadino e per qualche istante si scova anche una parvenza di refrigerio dalle torride temperature di questo primo scorcio di estate romana.


DignitÓ Autonome di Prostituzione - Casale della Cervelletta (Roma)Dietro i cancelli del palazzo vediamo avvicinarsi le cinque maitresse tenutarie del bordello: la statuaria ed inflessibile direttrice Lia (Sandro Giordano), la sua frizzante e prorompente fidanzata Wanda (Clio Evans), la glaciale ed austera Frigida (Gaia Benassi), la sensuale ed istrionica Jane (Massimiliano Nicosia) e lo strampalato e dinoccolato Cerebro (Gabriele Guerra). Dalle finestre della facciata vediamo progressivamente spuntare tutti i prostituti del bordello e, orchestrati con maestria dall’amministratore “Papi” Melchionna, eccoli innalzare un appassionato e coinvolgente canto apotropaico contro la crisi che attanaglia il nostro paese e le nostre vite, strumentalizzandoci come burattini privi di libertà ed indipendenza di pensiero. La cerimonia di apertura della casa chiusa dell’arte prosegue con il brano “L’epoca del presidente”, dal contagioso ritmo elettropop, interpretato dal cantautore napoletano Giovanni Block ed il cui ironico videoclip viene proiettato sulla facciate del casale. Un modo perfetto per esorcizzare un periodo storico-politico definitivamente tramontato – almeno si spera – con l’accompagnamento straripante di tutti i dignitari alle percussioni: pentole, padelle, mestoli e qualunque altro strumento a loro disposizione. Il pubblico è stato ormai riscaldato a dovere e, dopo il saluto di rito da parte delle maitresse, si spalancano i cancelli così che gli spettatori, ormai numerosissimi ed impazienti, possano prendere posto nel cortile interno: qui verranno deliziati prima da un siparietto in stile burlesque dell’amatissima Jane, poi dal videoclip dell’incantevole ed emozionante nuovo brano “In Equilibrio” di Ilaria Porceddu, artista dalla raffinatissima sensibilità interpretativa che rincontriamo con grandissima gioia dopo il magnifico album d’esordio “Suono Naturale”, ed infine dallo stornello goliardico con cui il simpaticissimo ed estremamente talentuoso, tanto nel canto quanto nella recitazione, Gianluca Merolli presenta in rapida successione l’eccentrica carrelata di personaggi che di lì a poco incontreremo nel bordello.

A questo punto la direttrice Lia e la sua assistente-fidanzata Wanda ragguagliano brevemente i neofiti sulle “regole del gioco” ed in particolare sulla necessità di ricompensare a suon di dollarini sonanti (forniti assieme al biglietto e acquistabili dalle maitresse qualora venissero esauriti) le prestazioni delle prostitute, rigorosamente “sempre pronte a darla…la loro pillola di arte teatrale!. La nottata può finalmente avere inizio, ciascuno potrà disegnare la propria avventura affidandosi all’istinto e al gusto personale, accogliendo i consigli degli altri spettatori oppure semplicemente lasciandosi catturare dal prostituto di turno che con astuta arte seduttoria cercherà in ogni modo di accaparrarsi il maggior numero possibile di generosi clienti.

La nostra serata, dopo un’estenuante contrattazione con una “Mademoiselle A” un po’ troppo avida di dollarini - che per questo motivo finirà per rimanerne completamente a bocca asciutta - ha inizio facendo la conoscenza del “Militargay”, interpretato da Sandro Stefanini. Veniamo condotti in un’angusta stanza prospiciente il cortile centrale e ci immergiamo in una piccola storia quotidiana di provincia, una vicenda comune ma non per questo meno angosciosa, densa di sofferenza ed inconcepibile. Con lucidità ed il trasporto frutto di un dolore troppo a lungo custodito intimamente ed ora divenuto incontenibile, seguiamo il suo excursus lungo gli anni dell’adolescenza accompagnati dalla naturale accettazione della propria omosessualità ma dall’atroce convivenza con la gretta realtà circostante, per cui una spontanea inclinazione sessuale ed affettiva diviene marchio di infamia tale da comportare frequentemente il pubblico scherno se non atti di brutale violenza. Momento scatenante di questo conflitto esistenziale sarà la fatidica “visita militare”, inevitabile appuntamento per ogni giovane uomo, che sarà da lui vissuto come una terribile forca caudina e inevitabilmente lascerà profonde cicatrici. Un monologo estremamente intenso e lacerante, che ci precipita con autenticità nel baratro di insensatezza e volgare ignoranza sperimentato dall’anima sensibile del protagonista, ricordando che frangenti simili non sono solamente una lontana reminescenza del passato o di un contesto sociale retrivo e provinciale, visti gli ignobili episodi di violenza omofoba che stanno insanguinando le nostre “modernissime” ed “evolutissime” città. Pregevole l’interpretazione di Stefanini, densa di pathos, generosa e capace di restituire con sincerità i nodi nevralgici della psicologia del suo personaggio.

Appena assorbita questa spigolosa pillola teatrale, neanche il tempo di deglutire, e veniamo irrimediabilmente travolti dal ciclone di simpatia ed esuberanza tipicamente partenopee che porta il nome di Rosaria D’ Urso, per l’occasione nei panni de “Il Dritto”, personaggio quanto meno enigmatico del quale solo successivamente comprenderemo la reale natura. Dopo aver racimolato la clientela necessaria per non incorrere nell’ira funesta del temibile amministratore ed aver interagito con una deliziosa coppia di ragazzi inglesi disorientati ma gioiosi neofiti del bordello dell’arte, la trascinante attrice napoletana, celebre caratterista in innumerevoli commedie del repertorio classico (da Viviani a Pirandello, da Scarpetta a Brecht) ci conduce in un elegante salone al piano nobile del casale: dinanzi ad un drappeggio barocco rosso cremisi, sul quale incombe un mastodontico crocefisso, l’interprete si lancia con enfasi in un monologo, frutto della magistralmente inconfondibile penna dello stesso Melchionna, che coniuga in maniera davvero efficace sapida ironia, critica iconoclasta al bigottismo cattolico imperante che ostacola lo spontaneo fluire delle pulsioni umane ed un brillante coup de theatre con l’agnizione finale sull’identità del Dritto. Un testo probabilmente tra i più originali e impetuosi tra gli innumerevoli che nel corso degli anni hanno composto il variegato mosaico di questo spettacolo caleidoscopico in continua evoluzione, impreziosito da un’interpretazione dall’energia straripante che cattura senza riserve tutti i “clienti”.

Dopo essere ritornati nel cortile centrale del palazzo veniamo immediatamente incuriositi da un nuovo personaggio, sinora mai transitato nei conturbanti meandri del bordello dell’arte: l’ “Uomo Misterioso” ci appare taciturno ed estremamente riservato mentre la sua maitresse di riferimento effettua le contrattazioni di rito per estorcere il massimo numero possibile di dollarini. Dopo esserci radunati in una stanza piuttosto raccolta ed intima, il nostro prostituto Francesco D’Amico ci accoglie con solarità ed inizia a raccontarsi ricorrendo al Lis, il linguaggio dei segni, lasciando gli spettatori disorientati ma al contempo riuscendo ad instaurare un’empatia di rara profondità. Un filmato proiettato su di un computer portatile ci rivela la sua condizione di non udente sin dalla nascita, aiutandoci a comprendere la possibilità di modalità espressive alternative a quelle consuetamente adottate dalla massa, ma non per questo meno potenti ed incisive. Al termine delle immagini Francesco ci spiega che riesce senza particolari difficoltà ad interagire anche utilizzando lo strumento della parola, sebbene il linguaggio dei segni rappresenti per lui il mezzo di comunicazione più genuino ed immediato. Un incontro sicuramente inconsueto quello con l’Uomo Misterioso, che ci lascia sorpresi ed arricchiti, felici di aver conosciuto un attore capace di svelarci tutto un mondo interiore seguendo sentieri diversi da quelli tradizionalmente percorsi.

DignitÓ Autonome di Prostituzione - Casale della Cervelletta (Roma)La nostra serata si avvia a conclusione ma, prima di lasciarci travolgere dalla festosa ed esilarante cerimonia di chiusura del bordello, ci attende un altro momento di sincera emozione. Ci imbattiamo in uno dei prostituti più discreti e umbratili, l’apparenza sembra suggerirci che non ami particolarmente la luce stridente dei riflettori; sappiamo inoltre che riceve i propri clienti uno alla volta, conducendoli a bordo di un furgoncino parcheggiato nel cortile interno del casale ed avvolgendoli nella “Bolla di piacere”. Lorenzo Balducci offre allo spettatore che decida di abbandonarsi al suo racconto un’esperienza sensoriale totalizzante: occhi negli occhi per l’intera durata del monologo, a più riprese un’interazione fisica che diviene contatto di mani, di respiri e suggestioni emotive, per narrare la storia di una passione che deflagra in maniera dirompente per poi affondare altrettanto repentinamente nel silenzio che accompagna l’impossibilità di un amore. Due amici si incontrano ogni pomeriggio al tavolino di un bar. Un giorno Gianni, sensuale, strafottente ed estremamente sicuro di sé, invita a casa sua Andrea, sensibile, romantico ed inesperto, con il pretesto di cambiarsi in vista di una serata di bagordi sfrenati. Andrea è segretamente innamorato di Gianni da ormai lungo tempo ma l’oggetto del suo desiderio gli appare una chimera lontana ed irraggiungibile, essendo sposato con una ragazza bellissima ed avendo le sembianze del perfetto propotipo del maschio irriducibilmente eterosessuale. Nell’appartamento di Gianni si verifica l’imprevedibile: il sentimento di Andrea si scopre essere corrisposto ed un’attrazione magnetica li unisce in un amplesso tenero, giocosamente aggressivo ed irrefrenabile. Subito dopo il rapporto sessuale Gianni però palesa le proprie intenzioni, nella sua ottica assolutamente legittime ed anzi connotate da una certa dose di romanticismo: lui rimarrà accanto alla compagna per soddisfare le apparenze sociali e i desiderata di suo padre, che altrimenti potrebbe addirittura diseredarlo; il suo amore sarà in realtà totalmente destinato ad Andrea, ma da vivere imprescindibilmente al riparo da occhi indiscreti e nei ritagli di tempo concessi dalla vita coniugale. Andrea, pur amando profondamente Gianni, sceglierà però con dolorosa consapevolezza la strada della dignità, non si piegherà ad essere trasformato in una pedina priva di volontà nelle mani di un egoista manipolatore e sceglierà piuttosto di sparire nel nulla, rinunciando al suo sentimento sincero ma in quel preciso istante riconquistando se stesso; a Gianni rimarrà esclusivamente il triste conforto di una desolante solitudine, i suoi pomeriggi al tavolino del bar non saranno mai più rischiarati dai sorrisi e dall’affetto di Andrea. L’interpretazione di Lorenzo Balducci, che si divide con istrionica padronanza tra i due personaggi, trasforma il monologo in un viaggio vibrante nelle insondabili dinamiche interiori dell’anima dei due ragazzi: innegabile carisma, solidità recitativa e singolare potenza espressiva sono le frecce a disposizione nella sua faretra, scoccate con generosità verso l’unico privilegiato destinatario del monologo. Balducci, nonostante la giovane età, conferma un pregiato talento di immedesimazione, già apprezzato nelle numerose pellicole cinematografiche a cui ha partecipato (con registi del calibro di Avati, Muccino, Verdone e dello stesso Melchionna) e che supera brillantemente la prova del palcoscenico.

Il bordello dell’arte continuerà a spalancare i propri portoni ai suoi adorati clienti fino a sabato, vi consigliamo calorosamente di non lasciarvi sfuggire l’occasione per trascorrere una serata che si rivelerà sicuramente ricca di sorprese e straordinariamente coinvolgente.

Articolo di: Andrea Cova
Foto: Luca Brunetti
Grazie a: Chiara Crupi (Ufficio stampa Artinconnessione)

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